masaccio pagamento del tributo

Stretti dalle regole del programma iconografico, i grandi artisti trovarono il modo di esprimere la loro genialità.

Opere d’arte tra genio e follia? Nel Rinascimento e fino all’Ottocento non erano queste le regole dell’arte. Ma nonostante fossero stretti all’interno delle regole di un programma iconografico, i grandi artisti riuscivano comunque ad esprimere la loro genialità ed a trovare un modo per dipingere fuori dagli schemi!

In questa puntata, Salsa d’Arte si pone delle domande: chi decide cosa e come deve dipingere un pittore? Che ruolo ha il committente d’arte? Cos’è un programma iconografico? Da dove nasce il “genio artistico”?

Genio e follia?

Quando noi ammiriamo l’opera di un artista, spesso ci vengono in mente cose come l’ispirazione, il genio, l’inventiva o il guizzo del genio che, davanti ad una tela bianca, riesce a veicolare la propria visione e creatività senza alcun limite.

Questa è un’immagine che, seppur in qualche caso calzante per gli artisti moderni, mal si accosta al lavoro dell’artista nelle epoche passate.

Ciononostante, i grandi artisti trovarono lo stesso il modo di esprimere la loro genialità.

La committenza d’arte

In passato, infatti, era tutt’altro che libero di rappresentare ciò che più gli piaceva, ma, anzi, doveva attenersi strettamente alle direttive della committenza, fosse questa la Chiesa oppure un privato, ovvero chi pagava il lavoro.

Andrea del Sarto
Assunzione della Vergine
1530

In effetti, l’artista doveva per forza di cose seguire le direttive di chi gli pagava il lavoro; se questo non gli fosse andato a genio, avrebbe potuto rifiutarsi di pagarglielo.

Non dimentichiamo poi che all’epoca, chi commissionava un dipinto od un affresco, era quasi sempre la Chiesa, oppure un nobile desideroso di dimostrare la propria potenza a chicchessia e questo faceva sì che il soggetto da dipingere fosse già stato deciso ancor prima di interpellare l’artista.

Sisto IV nomina prefetto
Melozzo da Forli, 1477

Soprattutto nel caso di committenze importanti, per esempio quelle papali, dietro c’era una schiera di intellettuali. Era lì che si decideva quali significati dovesse veicolare l’opera od il ciclo pittorico poichè quasi sempre aveva una valenza di rappresentanza e quindi era importante portare i messaggi giusti.

Papa Leone X con i Cardinali
Raffaello, 1518

Tentativi di ribellione

Come i grandi artisti trovarono il modo di esprimere la loro genialità trasgredendo alle regole.

caravaggio madonna dei pellegrini
Madonna dei Pellegrini
Caravaggio, 1606

È accaduto talvolta che qualcuno si prendesse troppe libertà, un esempio celebre è il grande Caravaggio.

La committenza per lui è quasi sempre stata di uomini di Chiesa come il cardinal Del Monte o di istituzioni quali i Cavalieri di Malta, quindi molto severa e legata a temi religiosi ed educativi.
Ma spesso, contravvenendo alle regole, Caravaggio affrontò gli argomenti sacri in modo del tutto innovativo, e secondo la prospettiva dell’epoca, in modo inadeguato.

caravaggio morte della vergine
Morte della Vergine
Caravaggio,1 604

Egli infatti aveva portato nell’arte i poveri, gli emarginati, le passioni umane, i suoi santi e le sue Madonne sono persone della strada, colti in pose ed espressioni di una naturalezza assoluta: e questo suscitò notevoli scandali e furono talvolta rifiutate dai committenti.

Questo non vuol dire, però, che pittori più cauti anche senza rischiare di trasgredire le regole, non fossero innovativi.
Forse anzi, avere dei limiti entro cui stare può anche essere d’aiuto.
Ci sarà sicuramente capitato a scuola, quando ci davano da fare un tema libero, restare un bel po’ a guardare il soffitto senza saper bene di cosa parlare.
Quando il tema era su di un argomento in particolare, ecco allora che veniva più semplice farsi venire in mente delle idee, talvolta persino originali.

Studio di mani
Andrea del Sarto

Masolino e Masaccio

Anche per gli artisti anche se non hanno la libertà di dipingere ciò che desiderano sono in grado di tirare fuori il meglio di sé.
Vediamo in questo affresco di Masolino da Panicale con il suo allievo Masaccio nella Cappella Brancacci a Firenze, affrescata a partire dal 1424.

Masolino fu il maestro di Masaccio, e furono entrambi ingaggiati per affrescare la cappella; si nota che hanno lavorato in tandem per dare una visione di insieme armonica.
Il soggetto dell’affresco è lo stesso per entrambi: temi tratti dalla Bibbia, dalla Genesi e dalla storia di San Pietro.
Il programma iconografico era quindi deciso a priori.

Un nuovo linguaggio

Come i grandi artisti trovarono il modo di esprimere la loro genialità grazie all’invenzione di un nuovo stile artistico

Si vede bene che, mentre il primo resta ancora legato all’eleganza formale del tardo gotico, uno stile già partito dal secolo precedente.
Masaccio inventa un linguaggio nuovo, ricco di pathos e materialità, che sarà poi ripreso e sviluppato dagli artisti successivi come Michelangelo per creare il proprio stile.
Il linguaggio che aprirà le porte al Rinascimento.

Non fraintendiamo, Masolino è un grande pittore: vediamo le parti da lui affrescate siano eseguite magnificamente, ma esprimono un linguaggio che in quegli anni era già molto affermato.
Le figure sono eleganti, sottili, quasi, direi esili, sembrano volteggiare, le ombre sono lievi.
L’insieme è molto elegante e raffinato.

Cappella Brancacci Masolino

Ora vediamo come affronta gli stessi temi Masaccio: i corpi sono all’improvviso potentemente tridimensionali, le ombre si fanno profonde.
Le persone sembrano avere un peso, una massa, occupare uno spazio vero.
I muscoli sono rappresentati in modo anatomico e preciso, si vede che Masaccio ha osservato con attenzione dei corpi veri.

Cappella Brancacci masaccio
masolino cappella brancacci
La guarigione dello storpio – Cappella Brancacci
masaccio pagamento del tributo
Il pagamento del Tributo – Cappella Brancacci
masaccio battesimo neofiti
Il battesimo dei neofiti – Cappella Brancacci
Questi sono solo alcuni esempi di come, pur avendo a che fare con committenze ben precise, gli artisti del passato siano riusciti ad esprimersi al meglio magari anche gettando le basi per una nuova pagina della storia dell’arte.

Forse, possiamo quindi dedurre che anche nelle situazioni limitate, possiamo usare la nostra creatività per avere una visione diversa e innovativa e pensare, come si dice “out of the box”.