Demetra (Cerere) nella storia dell’arte: i capolavori degli artisti famosi che hanno dipinto ispirandosi a questa dea della mitologia greca e romana. Non è solo la dea del raccolto, ma la protagonista di una storia che ci spiegherà perché esistono le stagioni.

Cosa vi fa venire in mente una spiga di grano?
Forse l’estate, magari la vita in campagna, il cibo genuino.

Iconografia

In effetti la spiga di grano è il simbolo di una dea molto importante ma un po’ meno conosciuta,  ovvero Demetra detta anche Cerere, venerata in antichità come protettrice dell’agricoltura e del raccolto.

Allegoria dell’estate
Bellucci, 1690
Demetra, copia romana del IV sec. a.c.

Nel Rinascimento, Demetra viene riscoperta anche come allegoria dell’estate ed in particolare del mese di agosto, come vediamo nel ciclo di affreschi dedicati ai mesi, dipinto nel 1470 e tuttora presente a Palazzo Schifanoia a Ferrara, attribuiti agli artisti della scuola ferrarese di Cosmè Tura, tra cui Francesco del Cossa ed Ercole de Roberti.

Demetra ancora identificata da una corona di spighe di grano anche in quest’opera di Abraham Jansenn del 1601, che la ritrae assieme a Dioniso e ad Afrodite: insieme formano una allegoria rappresentano del cibo, del vino e dell’amore.

Demetra, Arte e Mitologia: il mito principale

Il mito di Demetra e Proserpina

Il mito più importante della storia di Demetra è indissolubilmente legato a quella di sua figlia Persefone, il cui nome romano è Proserpina.

L’idilliaca vita di madre e figlia fu un giorno sconvolta quando il dio degli inferi Ade, aveva deciso di sposare Persefone.
Senza andare tanto per il sottile, emerse dal sottosuolo e rapì la fancuilla trascinandola con sé sul suo carro nella voragine.

Ratto di Proserpina
Hans Von Aachen, 1589

La disperazione di Demetra fu tale che decise di scioperare e non svolgere più il suo lavoro di dea dell’agricoltura, e questo provocò una carestia gravissima in tutto il mondo.

Cerere vagò per la terrà alla disperata ricerca della figlia.
La vediamo in  questo dipinto del 1555 di Vasari e la sua scuola, alla guida di un carro trainato da draghi.

Vasari è più famoso per aver scritto un’opera famosa, considerata più o meno la prima storia dell’arte intitolata “Le vite dei pittori”, ma non dimentichiamo che era anche un pittore lui stesso.

Torniamo alla nostra Demetra, come continua la sua storia?
Nei suoi vagabondaggi incappò in altre avventure ed in una di queste finì nella città di Eleusi. Lì si mise al servizio re Celeo e della regina Metanira come balia del loro bambino (pensate a come sarebbe avere una dea che fa da babysitter a vostro figlio).

La dea però decise di rendere immortale il bambino e un giorno intraprese un rito magico, unse il piccolo di ambrosia e iniziò a passarlo nel fuoco per bruciare la sua anima mortale.
Solo che fu scoperta da una persona di passaggio ed il rito fu interrotto, e Demetra fu sollevata dal suo incarico.

Però infine ella rivelò la sua identità e come risultato la città di Eleusi fu consacrata alla dea Demetra.
Infatti la città fu sede di un importante tempio, quello del culto dei cosiddetti misteri eleusini, un culto religioso misterico cioè dedicato soltanto a degli iniziati.

Eleusi

Nel frattempo Zeus aveva deciso di intervenire, era infatti necessario trovare una soluzione per terminare la carestia dilagante sulla terra.
Aprì quindi una trattativa con il dio Ade, che era suo fratello.

Fu raggiunto questo accordo: si decise che Persefone, moglie di Ade, avrebbe trascorso una parte dell’anno con la madre, in modo che Demetra riprendesse il suo mestiere di dea dell’agricoltura, e una parte invece con il marito.

Ritorno di Persefone
Luca Giornano, 1660

Ecco spiegate le stagioni.
Quando Persefone vive con Ade negli inferi, la natura appassisce ed avvizzisce, c’è l’inverno, quando torna dalla madre il sole torna a brillare e la natura prospera.