Il dio Eros nell’arte

State attenti a Cupido!!

L’Amore nell’arte: chi è Cupido?
…Cos’è Cupido? E’ un angioletto con arco e frecce? No! cIn questo articolo scoprirai cos’è Cupido, o meglio… chi è Eros, un dio appartenente alla mitologia greca. La storia dell’arte è ricca di capolavori che hanno come soggetto Cupido.

Sicuramente avete visto molte volte delle immagini di bambini paffuti alati e sono abbastanza convinta che alcuni di voi credano che si tratti di angeli. Ebbene… non chiamateli angeli!

Se non sono abbinati a delle immagini religiose, non sono angeli, bensì amorini.

Danae
Correggio, 1531

Gli amorini, in particolare, accompagnano sempre la dea Venere e si chiamano anche eroti….

Venere e Cupido
Lorenzo Lotto, 1530

…. e come l’aggettivo erotico, derivano dalla parola Eros, che altri non è che il dio greco dell’amore.
In realtà all’inizio, questo dio era una forza primigenia, nato dal caos originario,  ma in seguito, in una mitologia più tarda, Eros diventa il figlio di Afrodite ed Ares (o Marte), dio della guerra .
Ed è proprio questa la forma in cui lo conosciamo, ripreso innumerevoli volte dall’arte europea.

Marte e Venere legati da Amore
Paolo Veronese, 1580

Quindi la prima cosa da sapere è che Amore, Eros o Cupido sono nomi diversi della stessa persona.

Il pittore Bartolomeo Manfredi, un seguace di Caravaggio, ha dipinto Marte che punisce duramente suo figlio Cupido (poverino), mentre Venere cerca di fermarlo.
Il dio della guerra ha tutte le ragioni per essere irato con questo fanciullo che scombina tutti i suoi piani guerreschi.

Il castigo di Cupido
Bartolomeo Manfredi, 1608

L’Amore nell’arte: chi è Cupido? Il vincitore!

Caravaggio invece lo rappresenta trionfante.
Eros, in una posa irriverente, ride al di sopra di una natura morta riversa sul pavimento.

Amor vincit Omnia
Caravaggio, 1603

Vediamo degli strumenti musicali a cui mancano delle corde, una squadra, un compasso, dei libri, tutti oggetti che rappresentano le arti; vediamo l’armatura, che allude alla guerra e l’alloro, simbolo di gloria e dietro la coscia, forse un mappamondo astrale.  

Cupido, con aria ironica, calpesta allegramente questi oggetti, perché l’amore vince su tutto.
Personalmente adoro il dettaglio della piuma che si piega con noncuranza sulla coscia, così realistico.

Come avete notato dunque l’iconografia più tipica lo vuole alato ed armato di arco e frecce con le quali colpire i cuori e far innamorare le persone, come nella Primavera del Botticelli, che è un’opera complessa e dedicata interamente all’amore.
Per la lettura completa della Primavera vi rimando al mio articolo
Notate che Cupido è bendato: questo significa che l’amore è cieco, non sa chi colpisce, a sottolineare che l’amore è totalmente irrazionale.
Ecco perché Cupido vi farà innamorare della persona sbagliata e soffrirete le pene dell’inferno per lei.

Primavera
Sandro Botticelli, 1481

Il mito più famoso che lo riguarda è quello di Eros e Psiche, che approfondirò in una puntata dedicata. Ma se in questa fiaba Cupido è un adulto, perché di solito lo vediamo come un bambino?

Cupido dormiente
Caravaggio, 1608

Probabilmente, essendo Cupido figlio di Venere viene associato spesso all’idea di bambino.
Ma viene rappresentato in varie versioni: giovane, adolescente, bambino o infante.

Lo scultore Canova stesso l’ha rappresentato innumerevoli volte, in varie fasi della sua vita.
Di recente ho visitato la  sua gipsoteca di Possagno, a cui ho dedicato un video… venite a vedere che meraviglie ho scovato.

Avete visto quindi come, da grande forza dell’universo, Cupido si è rimpicciolito e moltiplicato, fino a non essere più solo un dio bambino, ma una schiera di bambini paffuti e alati.

Infatti a questo è dedicata la prossima puntata del ciclo di Amore.